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Manutenzione Caldaie e Pompe di Calore: come essere in regola

Febbraio 10, 2020

Manutenzione Caldaie e Pompe di Calore: come essere in regola

Più volte abbiamo visto quanto rispetto al passato la convenienza di avere installato una caldaia a condensazione o una pompa di calore di nuova generazione sia cosa davvero notevole.
Caldaie a condensazione e pompe di calore hanno consentito dal loro arrivo sul mercato, di poter ottenere un’efficienza massima ed un notevole risparmio energetico che con le vecchie generazioni di caldaie era difficilmente ottenibile. A patto però di esser ligi con la manutenzione e con la tempistiche entro le quali intervenire.

Considerando che per il riscaldamento o raffrescamento delle acque nelle nostre case si utilizza circa l’80% dell’energia consumata in fase domestica (il rimanente è diviso tra consumi di elettrodomestici ed illuminazione), si evince facilmente l’importanza di un efficientamento energetico e quindi di una corretta manutenzione periodica.

Le Normative in Italia sulla manutenzione di caldaie e pompe di calore

In Italia, le norme che guidano le manutenzioni delle caldaie e delle pompe di calore sono il DPR n. 73 del 16 aprile 2013 ed il DM del 10 febbraio 2014 che introduce il libretto di impianto.
Partiamo da un presupposto, manutenere caldaie e pompe di calore è un obbligo di legge, ma i vantaggi tangibili che l’utente finale può osservare sono comunque innumerevoli:

  • maggior sicurezza,
  • maggior tutela della salute,
  • riduzione dei consumi energetici,
  • risparmio economico,
  • minori emissioni e minore inquinamento.

Per i fini legali è da tener presente che il responsabile dell’impianto è il proprietario stesso, per questa ragione è fondamentale prestare attenzione alla manutenzione e ai controlli periodici obbligatori. Ovviamente il responsabile incarica ditte o soggetti autorizzati per i suddetti controlli che ne diventano a loro volta diretti responsabili. Questo perchè la caldaia è un’apparecchiatura di componenti tecniche molto complessa da maneggiare ed è bene farlo fare da chi sa dove mettere le mani, senza incorrere in inconvenienti o danneggiamenti controproducenti. Le ditte specializzate hanno il compito di attenersi alla normativa ed eseguire nel pieno della sicurezza tutti i controlli necessari a valutare il corretto stato dell’impianto, della caldaia o della pompa di calore (a seconda del caso specifico ovviamente).

Quali impianti sono soggetti ai controlli?

Ai fini della normativa è da tener presente che noi parliamo di caldaie o pompe di calore ma nei testi di legge si fa riferimento ad impianti come: sistema tecnologico che serve a riscaldare i raffrescare gli ambienti. Sono quindi da considerarsi come impianti termici: impianti di riscaldamento dotati di generatori di calore alimentati a gas, a gasolio, a biomassa, energia elettrica, altro (ad esempio caldaie, condizionatori, pompe di calore). Nel dettaglio:

  • tutti gli impianti per il solo riscaldamento ambientale;
  • impianti per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria (anche al servizio di più utenze);
  • tutti gli impianti per il raffrescamento estivo;
  • stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante installati in modo fisso sono assimilati ad impianti termici solo quando la somma delle potenze al focolare (cioè ci deve essere la fiamma) di tali unità per ciascuna unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW;
  • impianti di climatizzazione estiva, impianti di esclusiva produzione di acqua calda sanitaria per una pluralità di utenze o comunque non destinati a servire singole unità immobiliari residenziali o assimilate. Appartengono a questa categoria ad esempio: applicazioni per palestre o centri sportivi o per produzione centralizzata condominiale di acqua calda sanitaria.
  • Impianti alimentati da teleriscaldamento e/o sistemi e apparecchi cogenerativi.

Non rientrano in questa normativa invece: i singoli scaldabagni, i sistemi di esclusiva produzione di acqua calda sanitaria se sono al servizio della singola unità immobiliare, nonché gli apparecchi mobili per il riscaldamento o il raffrescamento, ossia non installati in modo fisso alle pareti o al soffitto e neppure i condizionatori da finestra anche se fissati alla parete o alla finestra.

In cosa consiste la manutenzione di caldaie e pompe di calore?

Vediamo intanto di cosa si tratta quando si parla di “controlli” delle caldaie e quali sono i parametri che vengono valutati e controllati: pulizia, controllo efficienza energetica e libretto della caldaia, questi sono i capisaldi di una corretta manutenzione.

Ricordando ancora una volta che questi sono interventi tecnici da lasciar fare a chi realmente sa dove mettere le mani, vediamo in cosa consiste la pulizia dunque: si tratta di operazioni che vengono effettuate su bruciatore e scambiatore di regolazione, e che servono a mantenere pulita tutta l’impiantistica destinata alla combustione interna, ovvero tutti gli ugelli, “zona” assai scomoda per le caldaie che vengono esposte o posizionate all’esterno.

C’è poi il Decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013, la normativa per il controllo dei fumi della caldaia, che prevede l’obbligo di controllare i fumi ogni 2 anni per potenze inferiori ai 35 kW . Questo controllo consiste nella verifica e nell’analisi della combustione dei fumi per verificarne rendimento e corretta concentrazione di ossidi di carbonio. Anche in questo caso, la funzionalità dei controlli sui fumi è doppia, da un lato consente di verificarne il corretto indice di funzionalità, dall’altro evita di immettere nell’atmosfera prodotti inquinanti.

Tutti gli interventi di manutenzione e controllo, compresa l’analisi dei fumi, come previsto dal D.M. 10/02/2014 devono essere riportati sul libretto d’impianto. In pratica una vera e propria carta di identità che viene aggiornata dopo ogni intervento e che, soprattutto, è attiva dalla prima accensione dell’impianto.

Perchè affidarsi a Be Next: sostituzione e incentivi

L’importanza dell’affidarsi ad un tecnico di fiducia e serio, è da ricercarsi anche nell’evenienza che il nostro impianto e la nostra caldaia non siano più funzionali. Il consiglio di un esperto, quindi, potrà esserci di aiuto per poter valutare appieno la possibilità di cambiare la nostra caldaia. Questo perchè un impianto vecchio può farci spendere ben di più di uno nuovo e di maggior efficienza energetica. Ecco quindi che un’ottima guida può farci ragionare meglio sull’efficientamento energetico dell’impianto magari usufruendo anche delle detrazioni fiscali (fissate al 65% nei casi delle caldaie) che lo Stato mette a disposizione per tutto il 2020.

Pompe di calore
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