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Illuminazione sui luoghi di lavoro: best practices e normative

Dicembre 6, 2019

Illuminazione sui luoghi di lavoro: best practices e normative

Progettare un impianto di illuminazione a norma

Quello dell’illuminazione è un tema che ci riguarda ben più di quanto possiamo immaginare. Ogni operazione della nostra vita è influenzata dalla luce, ancor di più gli ambienti di lavoro.
I vantaggi di una corretta illuminazione, sono importantissimi da diversi punti di vista, dall’efficienza, all’umore, all’armonia fino ad arrivare al risparmio energetico. È incredibile quindi l’importanza di avere e soprattutto di progettare un corretto impianto di illuminazione, che detta così può sembrare una banalità, ma invece racchiude tutto un insieme di norme e tecniche che rendono questo un argomento estremamente complesso e sempre volto al miglioramento tecnologico.
Noi di BeNext, da anni ci occupiamo di progettare impianti e sistemi illuminotecnici, e questo perchè non basta avere le più innovative tecnologie presenti sul mercato. Ogni impianto, ogni progetto deve essere studiato e cucito appositamente per quel caso, è a tutti gli effetti un’operazione sartoriale, dedicata e specifica. Questo inoltre trova riscontro nella molteplicità di leggi che esistono; ogni ambiente di lavoro ha esigenze e norme differenti, dagli impianti industriali agli uffici, dagli impianti sportivi a tutto quello che concerne i lavori notturni. Per questo, quindi, il compito di un buon progettista è anche quello di saper consigliare e guidare in mezzo a questo grande mare di norme e regolamenti. Per dare solo qualche riferimento normativo, ci si può fare un’idea spaziando dal D. Lgs. 81/08 (sicurezza sul posto di lavoro), fino ai regolamenti UNI EN 12464-1 e 12464-2. Va poi sottolineato che la corretta progettazione di un impianto, consente di evitare un annoso problema che spesso viene sottovalutato, quello dell’inquinamento luminoso.

Cosa vuol dire Relamping?

Uno degli ambienti più direttamente coinvolti e condizionati dall’illuminazione è chiaramente l’ufficio. Questo perchè, come detto, l’uomo è colui che più risente di una corretta illuminazione. Un impianto luminoso ottimale produce innumerevoli vantaggi. Tutto sta ad affidarsi a chi non si limiterà ad effettuare un semplice cambio di luci, ma che studi a fondo tutto il caso in esame e ne produca un progetto ben preciso di relamping. Partiamo da un presupposto, ovviamente una spesa nel relamping e nella progettazione di un impianto adeguato è necessaria, non siamo qui a raccontare storie, però, la cosa fondamentale da sapere è che l’investimento si ripaga da solo in un anno e mezzo al massimo e soprattutto che la spesa relativa all’illuminazione, rispetto al costo totale del personale, è veramente minima. Sembra incredibile, ma considerando che l’attuale tecnologia di luci a Led consuma circa il 70% in meno di energia utilizzata nell’illuminazione a Neon, si spiega facilmente questo tempo molto breve di ammortamento. Inoltre rispetto a qualche anno fa, quando i LED si erano appena palesati sul mercato, oggi hanno un costo notevolmente inferiore. Gli impianti che attualmente siamo in grado di studiare, portano anche ad altri vantaggi; le nuove generazioni di Led aiutano ad ottenere un efficientamento energetico di tutto il sistema, limitando al minimo indispensabile i consumi e la manutenzione, vista l’altissima affidabilità che si è raggiunta. Tutto ciò è ottenibile tramite molteplici soluzioni, dai sensori crepuscolari o quelli di presenza o con la tecnologia Plug & Play di cui i corpi di illuminazione dispongono. Da non trascurare poi, sempre in virtù dell’efficientamento di un sistema, il protocollo DMX, per il controllo a distanza della luce, dell’intensità e della temperatura (di cui parleremo tra poco). Il controllo da remoto è uno degli aspetti, spesso sottovalutato, che contribuisce in maniera molto importante al risparmio energetico.

Come illuminare l’ufficio?

Rispetto a qualche tempo fa, anche il semplice lavoro d’ufficio si è modificato. Sono lontani i periodi in cui questo significava stare fermi in un’unica postazione di lavoro a svolgere lo stesso compito tutto il giorno. Innanzitutto un ufficio è costituito, se così possiamo dire, da un numero molto elevato di ambienti, dalle postazioni di lavoro, alle sale riunioni, alle reception agli open space o alle sale d’attesa. Ogni zona richiede una luce differente, e già da questo, si capisce come lo studio per un corretto progetto d’illuminazione vada strutturato partendo dall’individuazione dell’area interessata, o meglio di un sistema di ambienti.
Un corretto impianto di illuminazione di un ambiente d’ufficio deve consentire di utilizzare il più possibile la luce naturale che durante le ore del giorno riesce ad arrivare in tutte le aree, apportando allo stesso tempo “naturalità” all’ambiente e risparmio energetico. Deve inoltre consentire all’operatore la possibilità di gestire e controllare da sè alcune funzioni, in base alla propria volontà, aumentandone così la soddisfazione e la partecipazione.
La postazione di lavoro è quella che ha l’importanza maggiore proprio perchè è quella dove il lavoratore passa la maggior parte del suo tempo in ufficio. Va da sé, che una scelta sbagliata avrà un peso notevole sull’operatività e in casi estremi persino sulla salute. Per questa ragione Benext, da anni è in continuo aggiornamento e si preoccupa di mettere a punto sistemi sempre più moderni ed efficienti per uffici e privati, senza limitarsi a prendere in esame il “semplice” campo visivo ma rendendo illuminato anche lo spazio e i volti, cosa questa che agevolerà di molto la comunicazione rendendo l’ambiente più confortevole.

Temperatura di colore e dimmerazione

Scendendo nel dettaglio, il nostro lavoro si è con gli anni via via spostato alla specificità delle mansioni. Nelle postazioni di lavoro è entrato in maniera molto importante, un parametro di grande peso, che ha cambiato di molto il modo di concepire l’illuminazione: la temperatura del colore. Si tratta di un parametro che attraverso i gradi Kelvin quantifica la tonalità della luce. Per fare degli esempi, un cielo terzo di un bel blu è attorno agli 8000K, la luce solare a mezzogiorno 5500K, una lampada ad incandescenza 2700K ed una fiamma ardente 2000K. Si passa quindi da temperature fredda (dai 5500K a salire), a temperature calde (dai 4000K in giù). L’utilizzo di temperature differenti è molto utile al variare dei parametri ambientali, come per esempio la luce proveniente dall’esterno, e tutto ciò consente di ottenere sempre il massimo comfort per gli operatori. Prima dell’avvento dei LED, queste erano mere fantasie, infatti con le vecchie tipologie di luci, la regolazione del colore era cosa impossibile. Inoltre, è da tener presente che le luci a LED “nascondono“ anche un’altra caratteristica decisamente interessant: la Dimmerazione, una funzione sempre più richiesta, che consente di variare l’intensità della fonte luminosa. Questa è una peculiarità dei LED che può portare ad un risparmio economico ma soprattutto all’ottenimento di un’armonia visiva che non può che far bene a chi utilizza, per esempio, terminali, schermi o televisori per molte ore al giorno.
É evidente che l’ideale, soprattutto per le postazioni con videoterminali, sarebbe da prendere in considerazione l’utilizzo di sistemi di illuminazione che prevedano la possibilità di intervenire su entrambi questi parametri, temperatura ed intensità. Esistono sul mercato prodotti che possiedono questa doppia funzione, su tutti, quello che sta trovando grande successo grazie al suo design discreto e alla semplicità d’installazione è lo ScreenBar e-Reading di BenQ, di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

Illuminazione a LED
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